Emiliano De Bianchi, Sport and Fitness Manager
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Notizia 28/04/2023

SULLA FORZA DI VOLONTA'





È solo questione di volontà!
Qualche giorno fa ho scritto un pezzo in cui facevo riferimento all’utilizzo del concetto di forza di volontà e di come questo, menzionato troppo spesso e con troppa leggerezza, possa non essere opportuno.
Di seguito cercherò di esporre il mio punto di vista a tal riguardo (in modo molto leggero e che richiederebbe sicuramente ulteriori approfondimenti) facendo anche riferimento a quello che alcuni testi di medici e coach, sicuramente più titolati di me, riportano in merito all’argomento.
Possiamo dire che spesso, troppo spesso, si leggono affermazioni su questa nostra capacità che, a sentire gli “esperti”, basterebbe a cambiare le sorti della nostra vita, delle persone a noi care, del pianeta e dell’universo tutto.
“Vuoi perdere peso? Con la forza di volontà puoi farlo!”.
“Vuoi cambiare la tua condizione economica? La forza di volontà ti aiuterà!”.
“Desideri realizzare i tuoi progetti lavorativi? È solo questione di volontà!”.
“Vuoi più forza di volontà? Con la volontà puoi!”.
Di affermazioni come queste (tranne l’ultima spero) se ne leggono e sentono tutti i giorni e da qualsiasi “autorevole fonte”.
Ma siamo davvero certi che la “forza di volontà” basti a cambiare una condizione all’interno della quale ci si ritrova, magari anche da parecchio tempo?
Forse sì… in parte… e probabilmente all’inizio. Ovvero nel momento in cui si decidere di intraprendere un nuovo percorso che porti da una condizione attuale verso un nuovo stato desiderato.
La prima riflessione, doverosa, è che quando si parla di obiettivi da raggiungere possiamo, anzi dobbiamo, fare una importantissima distinzione tra obiettivi, ovvero tra quelli di “risultato” (la destinazione finale – es: perdere dieci chili) e quelli di “processo” (tutte quelle piccole o grandi azioni da inserire per maturare l’obiettivo di risultato – es: rimodulare le calorie, inserire più attività fisica, passeggiare, eliminare alcool e fumo…ecc.). [F. Ongaro: Missione Longevità]
Questo è il primo errore nel quale spesso si incorre, ossia puntare all’obiettivo di risultato, cioè al goal finale. Questo, essendo probabilmente lontano, potrebbe richiedere troppo tempo e troppo impegno, facendo in modo che la forza di volontà iniziale spesso e volentieri si pieghi alla stanchezza ed alle eventuali restrizioni che questo percorso richiede.
Altra riflessione da fare per chi, come nel nostro settore si occupa di persone, riguarda le “abitudini”. Sono proprio queste a disegnare il “carattere” e le “attitudini” di ognuno di noi. Le abitudini nascono dall’esigenza del cervello di trarre piacere da ciò che si fa. In parole povere tra una cosa faticosa come andare in palestra e un momento di “dolcissimo” appagamento culinario, saranno probabilmente in molti a scegliere il secondo. Questo accade perché il cervello ricercherà sempre la condizione di maggior piacere e, adattandosi nel tempo a quello stimolo, ne cercherà sempre di più.
Questa dinamica prende il nome di habit-loop: stimolo – desiderio – risposta – gratificazione. [F. Ongaro: Missione Longevità]
Conoscendo questo meccanismo, imporre cambiamenti drastici che sconvolgono in modo restrittivo anche la più nociva delle abitudini, rischia solo (quasi sempre) di ottenere come risposta: sofferenza, frustrazione e, in fine, abbandono.
È questo il motivo per il quale la sola forza di volontà non potrà bastare. Proprio perché sarà la ricerca del piacere (il godimento nel fare qualcosa) che farà la differenza sul medio lungo periodo. Quella dell’obiettivo finale è una ricerca che va effettuata un passo alla volta inserendo piccoli cambiamenti positivi al momento opportuno. Introdotto il piccolo cambiamento questo comincerà a dare beneficio e quando diventerà una abitudine migliorativa e se ne comincerà a trarre piacere, allora, e solo allora, se ne potrà inserire un altro che andrà a sommarsi all’altro e così via, diventando in questo modo un unico grande e positivo cambiamento.
È così che dovremmo proporre l’attività fisica verso l’esterno. Ottenere un risultato, grande o piccolo che sia, richiede tempo, programmazione, il giusto approccio, energie e una sapiente distribuzione del proprio e dell’altrui tempo. Raccontarlo bene, fin da subito, è una cosa etica e soprattutto onesta.
Un’ultima piccola riflessione è che dietro il concetto di forza di volontà così raccontata si nascondono almeno altri due insidiosissimi “non detti” che fa comodo non raccontare a chi riceve il messaggio inducendolo ad immaginare un risultato il più delle volte irraggiungibile. Questi sono il “tempo”, poco, pochissimo per arrivare a dama e poi la “certezza” del raggiungimento.
Fatto cento che il tempo adeguato e la costanza sono fattori determinanti, la certezza rimane l’unica cosa “non certa” quando si parla di queste cose, soprattutto se si fa appello per ottenerle alla sola forza di volontà che, per sua natura, è soggetta e dipendente a tante variabili (abitudini, salute, famiglia, danaro, vita sociale…ecc.).
Quindi cari amici e colleghi quando vogliamo vendere le nostre competenze per aiutare qualcuno a cambiare qualcosa evitiamo di raccontare che gli basterà la forza di volontà.
Alla prossima e che la “forza” sia con tutti noi.



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